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SICUREZZA SCANAVINO / News / IL RISK ASSESSMENT è LA CHIAVE PER COMPETERE: parola del Dott. Stefano Scanavino

IL RISK ASSESSMENT è LA CHIAVE PER COMPETERE: parola del Dott. Stefano Scanavino


IL RISK ASSESSMENT è LA CHIAVE PER COMPETERE: parola del Dott. Stefano Scanavino Quando qualcuno mi chiede quale sia il più importante processo di gestione aziendale rispondo sempre e senza indugi: il RISK MANAGEMENT. Non perché ne sono un fervido sostenitore, ma perché da oltre un decennio è universalmente considerato il fulcro dei più riconosciuti standard in diversi settori ed è sempre indicato come il pilastro fondamentale di un business aziendale misurabile con risultati. 


Generalmente possiamo distinguere le persone in due tipologie: chi ha una propensione all’ottimismo e chi invece tende a una visione più pessimista.

Io sono un problem solver per natura e quindi credo di far parte delle persone che cercano sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno.

Ovvio che l’irrazionalità è insita in noi esseri umani, non siamo macchine e non possiamo pertanto garantire sempre una certa oggettività.

Anche a te, caro imprenditore, sarà capitato di fare scelte dettate dall’istinto o da un’analisi veloce del contesto, per poi scoprire che forse la strada intrapresa non era quella corretta.

Quante volte, davanti a un difficoltà, ti è capitato di essere sopraffatto dalla tua parte irrazionale? E quante volte questa assenza di lucidità non ti ha permesso di osservare il problema dall’alto, in modo obiettivo?

Sia nella vita privata che nel lavoro, questo atteggiamento ti ha spesso reso cieco davanti a tante alternative e opportunità che avrebbero sicuramente cambiato la prospettiva della situazione.

Lo so bene che nessuno di noi ha la sfera di cristallo per prevedere il futuro, però qualcosa, caro amico, puoi fare. Ancor di più nella tua Azienda.

La parola rischio non presuppone mai nulla di buono, tendenzialmente ha un’accezione negativa, in questo caso però si vuole AFFRONTARE IL CONCETTO DI RISCHIO IN OTTICA DI MIGLIORAMENTO, OPPORTUNITÀ.

Sicuramente un gran passo avanti che presuppone sia una VISIONE GLOBALE DELLA TUA AZIENDA, sia un’ANALISI ATTENTA E DETTAGLIATA DI CIASCUN PROCESSO (sia produttivo, sia transazionale).

Per ogni processo dovrai innanzitutto individuare e analizzare tutti i potenziali rischi che potrebbero verificarsi e poi dovrai guardare il bicchiere mezzo pieno. In che modo?

Sicuramente mettendo in campo la migliore strategia di ANALISI E GESTIONE DEL RISCHIO e cogliendo per ogni rischio la sua opportunità. PERCHÈ C’È SEMPRE UN’OPPORTUNITÀ.

NON DEVI SOLO PREVENIRE, DEVI GUARDARE OLTRE E AVERE COME OBIETTIVO IL MIGLIORAMENTO CONTINUO, SEMPRE E QUANTUNQUE. E SAI PERCHE’? Perché NEL TEMPO TUTTO QUESTO SI TRADUCE IN MENO SPRECHI DI DENARO e MENO ERRORI, pertanto in PIÙ EFFICIENZA e SOPRATTUTTO PIÙ AFFIDABILITÀ VERSO I TUOI CLIENTI!

Quando qualcuno mi chiede quale sia il più importante processo di gestione aziendale rispondo sempre e senza indugi: il RISK MANAGEMENT. Non perché ne sono un fervido sostenitore, ma perché da oltre un decennio è universalmente considerato il fulcro dei più riconosciuti standard in diversi settori ed è sempre indicato come il pilastro fondamentale di un business aziendale misurabile con risultati.

Già immagino lo scetticismo e la supponenza dei manager più arcaici che reputano questo tipo di processi solo obblighi di compliance che comportano costi e perdite di tempo. Niente di più sbagliato. Anzi, spesso e volentieri è proprio il condurre le aziende in una navigazione a vista sulla sola base di una percezione soprassata, antiquata e limitata a portarle ad affrontare situazioni di difficoltà ampiamente evitabili. I manager di cui sopra certamente penseranno di conoscere perfettamente i rischi che la propria azienda corre ogni giorno, senza alcuna necessità di fare analisi dei rischi. Di fatto, questo è tuttora l’errore più diffuso.
La vera rivoluzione, in tal senso, avverrà quando i top manager comprenderanno che il reale valore del risk management sta nella completa conoscenza di come l’azienda funziona,  nell’individuare le aree di business realmente critiche, nella corretta destinazione e ripartizione degli investimenti e, di conseguenza, nella forte riduzione degli sprechi e delle inefficienze!

L’enfasi sugli obiettivi di risultato di breve periodo troppo spesso lascia poco spazio alla valutazione e alla quantificazione del rischio associato alle diverse scelte aziendali. Si tratta invece di un tema di vitale importanza.
Innanzitutto, è errato pensare che il rischio sia solo negativo (downside risk). L’innovazione e la capacità di cambiamento sono per definizione portatori di rischio ma sono, allo stesso tempo, generatori di opportunità in grado di creare valore per l’impresa (upside risk). Assumere una valenza esclusivamente negativa del rischio potrebbe portare all’immobilismo decisionale e al non cogliere e al non costruire determinate occasioni che, nel tempo invece, potrebbero rivelarsi di successo. Di conseguenza, è errato pensare che evitare il rischio sia per definizione una strategia vincente.

Oggi più che mai questo potrebbe essere dimostrato. Le imprese di successo, infatti, sono proprio quelle che investono e che hanno nell’innovazione e nel cambiamento alcune delle leve principali di sviluppo, con un governo del rischio che consente di cogliere le opportunità.
La disciplina del risk management ha avuto un’evoluzione molto rilevante con un’accelerazione forte proprio negli ultimi anni, nel periodo post-crisi. Da una visione estremamente ‘assicurativa’ del rischio, che ha portato nel tempo ad una ricerca di trasferimento del rischio verso l’esterno, in primis verso il mondo delle assicurazioni, si è passati ad una visione più ‘gestionale’, che porta alla necessità di trattare il rischio in modo più ‘attivo’ valutando cosa è opportuno trasferire e cosa invece è necessario, per cogliere i vantaggi di certe scelte, trattenere e finanziare internamente. Nell’evoluzione dell’approccio, si è assistito anche ad un allargamento sempre più ampio e complesso delle varie tipologie di rischio cui l’impresa è esposta. Tale evoluzione ha riguardato anche le competenze e le professionalità necessarie per assolvere al ruolo di risk manager. 
È importante, però, che tale presenza abbia una natura di sostanza e non serva solo ad ottemperare a dettami normativi o a costruire soluzioni di facciata che nulla servono rispetto ad una gestione responsabile del business e ad una sostenibilità della vita di tali aziende nel tempo.

 
 
 


SICUREZZA SCANAVINO / News / IL RISK ASSESSMENT è LA CHIAVE PER COMPETERE: parola del Dott. Stefano Scanavino

IL RISK ASSESSMENT è LA CHIAVE PER COMPETERE: parola del Dott. Stefano Scanavino




IL RISK ASSESSMENT è LA CHIAVE PER COMPETERE: parola del Dott. Stefano Scanavino

Quando qualcuno mi chiede quale sia il più importante processo di gestione aziendale rispondo sempre e senza indugi: il RISK MANAGEMENT. Non perché ne sono un fervido sostenitore, ma perché da oltre un decennio è universalmente considerato il fulcro dei più riconosciuti standard in diversi settori ed è sempre indicato come il pilastro fondamentale di un business aziendale misurabile con risultati. 



Generalmente possiamo distinguere le persone in due tipologie: chi ha una propensione all’ottimismo e chi invece tende a una visione più pessimista.

Io sono un problem solver per natura e quindi credo di far parte delle persone che cercano sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno.

Ovvio che l’irrazionalità è insita in noi esseri umani, non siamo macchine e non possiamo pertanto garantire sempre una certa oggettività.

Anche a te, caro imprenditore, sarà capitato di fare scelte dettate dall’istinto o da un’analisi veloce del contesto, per poi scoprire che forse la strada intrapresa non era quella corretta.

Quante volte, davanti a un difficoltà, ti è capitato di essere sopraffatto dalla tua parte irrazionale? E quante volte questa assenza di lucidità non ti ha permesso di osservare il problema dall’alto, in modo obiettivo?

Sia nella vita privata che nel lavoro, questo atteggiamento ti ha spesso reso cieco davanti a tante alternative e opportunità che avrebbero sicuramente cambiato la prospettiva della situazione.

Lo so bene che nessuno di noi ha la sfera di cristallo per prevedere il futuro, però qualcosa, caro amico, puoi fare. Ancor di più nella tua Azienda.

La parola rischio non presuppone mai nulla di buono, tendenzialmente ha un’accezione negativa, in questo caso però si vuole AFFRONTARE IL CONCETTO DI RISCHIO IN OTTICA DI MIGLIORAMENTO, OPPORTUNITÀ.

Sicuramente un gran passo avanti che presuppone sia una VISIONE GLOBALE DELLA TUA AZIENDA, sia un’ANALISI ATTENTA E DETTAGLIATA DI CIASCUN PROCESSO (sia produttivo, sia transazionale).

Per ogni processo dovrai innanzitutto individuare e analizzare tutti i potenziali rischi che potrebbero verificarsi e poi dovrai guardare il bicchiere mezzo pieno. In che modo?

Sicuramente mettendo in campo la migliore strategia di ANALISI E GESTIONE DEL RISCHIO e cogliendo per ogni rischio la sua opportunità. PERCHÈ C’È SEMPRE UN’OPPORTUNITÀ.

NON DEVI SOLO PREVENIRE, DEVI GUARDARE OLTRE E AVERE COME OBIETTIVO IL MIGLIORAMENTO CONTINUO, SEMPRE E QUANTUNQUE. E SAI PERCHE’? Perché NEL TEMPO TUTTO QUESTO SI TRADUCE IN MENO SPRECHI DI DENARO e MENO ERRORI, pertanto in PIÙ EFFICIENZA e SOPRATTUTTO PIÙ AFFIDABILITÀ VERSO I TUOI CLIENTI!

Quando qualcuno mi chiede quale sia il più importante processo di gestione aziendale rispondo sempre e senza indugi: il RISK MANAGEMENT. Non perché ne sono un fervido sostenitore, ma perché da oltre un decennio è universalmente considerato il fulcro dei più riconosciuti standard in diversi settori ed è sempre indicato come il pilastro fondamentale di un business aziendale misurabile con risultati.

Già immagino lo scetticismo e la supponenza dei manager più arcaici che reputano questo tipo di processi solo obblighi di compliance che comportano costi e perdite di tempo. Niente di più sbagliato. Anzi, spesso e volentieri è proprio il condurre le aziende in una navigazione a vista sulla sola base di una percezione soprassata, antiquata e limitata a portarle ad affrontare situazioni di difficoltà ampiamente evitabili. I manager di cui sopra certamente penseranno di conoscere perfettamente i rischi che la propria azienda corre ogni giorno, senza alcuna necessità di fare analisi dei rischi. Di fatto, questo è tuttora l’errore più diffuso.
La vera rivoluzione, in tal senso, avverrà quando i top manager comprenderanno che il reale valore del risk management sta nella completa conoscenza di come l’azienda funziona,  nell’individuare le aree di business realmente critiche, nella corretta destinazione e ripartizione degli investimenti e, di conseguenza, nella forte riduzione degli sprechi e delle inefficienze!

L’enfasi sugli obiettivi di risultato di breve periodo troppo spesso lascia poco spazio alla valutazione e alla quantificazione del rischio associato alle diverse scelte aziendali. Si tratta invece di un tema di vitale importanza.
Innanzitutto, è errato pensare che il rischio sia solo negativo (downside risk). L’innovazione e la capacità di cambiamento sono per definizione portatori di rischio ma sono, allo stesso tempo, generatori di opportunità in grado di creare valore per l’impresa (upside risk). Assumere una valenza esclusivamente negativa del rischio potrebbe portare all’immobilismo decisionale e al non cogliere e al non costruire determinate occasioni che, nel tempo invece, potrebbero rivelarsi di successo. Di conseguenza, è errato pensare che evitare il rischio sia per definizione una strategia vincente.

Oggi più che mai questo potrebbe essere dimostrato. Le imprese di successo, infatti, sono proprio quelle che investono e che hanno nell’innovazione e nel cambiamento alcune delle leve principali di sviluppo, con un governo del rischio che consente di cogliere le opportunità.
La disciplina del risk management ha avuto un’evoluzione molto rilevante con un’accelerazione forte proprio negli ultimi anni, nel periodo post-crisi. Da una visione estremamente ‘assicurativa’ del rischio, che ha portato nel tempo ad una ricerca di trasferimento del rischio verso l’esterno, in primis verso il mondo delle assicurazioni, si è passati ad una visione più ‘gestionale’, che porta alla necessità di trattare il rischio in modo più ‘attivo’ valutando cosa è opportuno trasferire e cosa invece è necessario, per cogliere i vantaggi di certe scelte, trattenere e finanziare internamente. Nell’evoluzione dell’approccio, si è assistito anche ad un allargamento sempre più ampio e complesso delle varie tipologie di rischio cui l’impresa è esposta. Tale evoluzione ha riguardato anche le competenze e le professionalità necessarie per assolvere al ruolo di risk manager. 
È importante, però, che tale presenza abbia una natura di sostanza e non serva solo ad ottemperare a dettami normativi o a costruire soluzioni di facciata che nulla servono rispetto ad una gestione responsabile del business e ad una sostenibilità della vita di tali aziende nel tempo.