Facebook Scanavino e Oggero Sicurezza    Google + Scanavino e Oggero Sicurezza    Linkedin Scanavino e Oggero Sicurezza    YouTube Scanavino e Oggero Sicurezza
Chiamaci per informazioni: +39 011/90.63.755    /    E-mail: info@sicurezzascanavino.it
SCANAVINO & OGGERO CONSULENZE / News / COME DIMINUIRE GLI INFORTUNI, NELLA TUA AZIENDA, IN TRE SEMPLICI MOSSE

COME DIMINUIRE GLI INFORTUNI, NELLA TUA AZIENDA, IN TRE SEMPLICI MOSSE


COME DIMINUIRE GLI INFORTUNI, NELLA TUA AZIENDA, IN TRE SEMPLICI MOSSE

Il nostro segreto per un'efficace formazione alla sicurezza




Ormai è un dato di fatto: la maggior parte degli infortuni sul lavoro è causato da carenza formativa sulla sicurezza dei lavoratori. È proprio l’INAIL a pubblicare periodicamente questo dato che, negli ultimi anni, ha evidenziato un trend tutt’altro che positivo.

Il nostro articolo precedente (decennale dall’incidente della Thyssenkrupp di Torino), evidenziava, infatti, la scarsa evoluzione della consapevolezza sulla sicurezza sul lavoro in Italia in quest’ultima decade.

Oggi invece vogliamo scrivervi dell’importanza della FORMAZIONE SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO.

Che impressione hanno della stessa gli imprenditori?

Cosa occorre attuare per migliorare e rendere più efficace la formazione?

Quotidianamente siamo impegnati nell’attività di consulenza presso le nostre aziende clienti ed ogni giorno ci impegniamo in prima persona nel far capire agli stessi l’importanza della formazione.

Non c’è bisogno di dirvi che l’aspetto più difficile dell’attività formativa è quello di cambiare la consapevolezza delle persone, distruggendo i falsi miti/luoghi comuni sulla sicurezza sul lavoro.

Provate voi a spiegare al muratore di 60 anni che deve utilizzare l’imbragatura per operare in altezza, dapprima sconosciuta!

Spiegateglielo voi che arrampicarsi come una scimmia su qualsiasi struttura vuol dire GIOCARE CON LA MORTE e che le tecnologie devono essere utilizzate per SALVARCI LA VITA in certe situazioni!

Certo, alla fine non è neanche colpa sua, lavora in questo modo da 30 anni e PURTROPPO (e/o per FORTUNA) non gli è mai successo nulla.

In qualsiasi azienda si svolga la formazione, che sia un ambiente industriale o artigianale, dobbiamo tenere presente che ogni lavoratore mostra delle RESISTENZE di fronte al CAMBIAMENTO. Questo è inevitabile.

Il cambiamento spaventa TUTTI. Ci pone di fronte a scelte e circostanze sconosciute che ci portano a mettere in dubbio, per la prima volta, il nostro atteggiamento.

Si preferisce rimanere nella propria zona di confort, sbagliata o giusta che sia, attuando le stesse azioni e comportamenti, in quanto l’uomo è da sempre “un animale routinario”

Per il muratore è più comodo arrampicarsi su qualsiasi cosa che gli si presenti davanti piuttosto che utilizzare un mezzo di sollevamento appropriato “NUOVO”.

Oltre alle resistenze che ogni lavoratore ha nell’apprendere un metodo più sicuro di lavorare, dobbiamo tenere conto anche della “comunità” chiamata in termini comunicativi CONTESTO, inteso come: gruppo dei pari, squadra di lavoro, officina e azienda in cui egli fa parte.

Durante i corsi di formazione è facilmente percepibile infatti quanto il gruppo possa influire sulle azioni e sul modo di comportarsi del singolo.  E’ più facile adeguarsi ad un pensiero comune che passare da disadeguante.

 

 

Immaginate un corso di formazione sulla sicurezza in una piccola impresa edile. Tutti i partecipanti al corso corrispondono al profilo del muratore precedentemente spiegato.  AIUTO!

Tutti tranne uno….un giovane apprendista che lavora in azienda da poco tempo e dal punto di vista lavorativo risulta ancora acerbo.

Secondo voi che probabilità ci sarà che lo stesso sia influenzato dai comportamenti INSICURI dei suoi colleghi?

Ve lo sottoscriviamo noi …. Quel giovane fanciullo Imparerà a lavorare con meccanismi che inevitabilmente lo metteranno in pericolo. È un dato di fatto. Pur di farsi accettare da quel gruppo dei pari, dovrà uniformarsi a quel determinato COMPORTAMENTO, il più delle volte SBAGLIATO.

DOBBIAMO CAMBIARE ROTTA. DOBBIAMO DARE UNA SVOLTA…tutti insieme!!!!

L’OBIETTIVO DELLA FORMAZIONE SULLA SICUREZZA SUL LAVORO E’ QUELLO DI ENTRARE NELLA TESTA DEI LAVORATORI e DEL GRUPPO. CAMBIARE IL LORO APPROCCIO AL LAVORO, LAVORARE SUI LORO COMPORTAMENTI, SULLA LORO CONSAPEVOLEZZA!

Si, ma come fare ad ottenere una diminuzione degli infortuni con la sola attività formativa?

PER VOI TRE SEMPLICI MOSSE:

1) DOCENTI: Toglietevi dalla testa di essere semplici “Lettori di slides”, o vi troverete i pneumatici della macchina bucati.

A parte gli scherzi, i partecipanti al corso si annoieranno dopo 5 secondi dall’inizio, rendendo completamente inefficace la formazione

Dovete catturare la loro attenzione rendendoli PARTECIPI e PROATTIVI alla lezione.

La prima cosa da fare è: creare rapport! Fateli presentare, Fateli parlare, e cercate di ricordarvelo successivamente. È sinonimo di rispetto, cordialità e umiltà, doti non sempre ritrovabili in società di consulenza a noi concorrenti.

Chiedete loro che mansione ricoprono in azienda e da quanto la svolgono, vi farà capire quanta esperienza hanno alle loro spalle e poi, per la legge della reciprocità di Cialdini, imparerete qualcosa anche voi dai loro racconti.

Domandate se hanno avuto infortuni in passato, lo scopo della prima fase, infatti, è quello di entrare nelle loro menti e SBLOCCARE i loro modi di agire davanti ai pericoli.

I lavoratori si comportano in funzione delle loro esperienze, positive e negative.

L’esperienza non si può modificare, ciò che bisogna cambiare è il modo in cui i lavoratori razionalizzano un certo evento, come l’infortunio/o il quasi incidente.

Spesso si attribuisce la colpa alla sfortuna o al destino. CAZZATA!

La causa di un infortunio NON E’ MAI LEGATA ALLA SFORTUNA O AD EVENTI MISTICI.

 
 

2) Promuovete un comportamento più adeguato in base ai rischi presenti in azienda.

Fatevi raccontare COME svolgono la loro mansione e il PROCESSO PRODUTTIVO che compiono durante la loro giornata lavorativa. Quali attrezzature utilizzano? Quali errori possono essere i più comuni? A quali rischi sono esposti?

Ogni lavoratore ha una sua percezione del rischio, è fondamentale capire quale sia il loro punto di vista.

Chiaramente è una visione SOGGETTIVA. Infatti il più delle volte è incompleta e manca la visione OGGETTIVA.

In questa fase potete capire inoltre se hanno chiaro il concetto di PROTEZIONE e quali DPI devono utilizzare durante lo svolgimento della mansione.

 
 

3) Nella terza fase avete davanti a voi una persona completamente nuda, spoglia di tutte le sue precedenti credenze, pregiudizi e conoscenze.

È proprio in questo momento che dovete creare delle CERTEZZE a livello di sicurezza. Pochi concetti ma semplici ed efficaci.

Un grosso lavoro lo svolgerà la direzione dell’azienda, ed I PREPOSTI incaricati alla supervisione dei lavoratori. Con una buona COMUNICAZIONE e COSTANZA nell’osservazione dei lavoratori si riesce a CONTROLLARE ed ELIMINARE I COMPORTAMENTI SCORRETTI.

 

La terza fase che è la più importante, come potrete capire, è molto lunga, complessa e soprattutto CONTINUATIVA.

La FORMAZIONE E L’ADDESTRAMENTO sono compiti che spettano a tutti, dai vertici aziendali ai lavoratori stessi.

La FORMAZIONE è sinonimo di EDUCAZIONE. Risulta necessario infatti EDUCARE NEL TEMPO l’intera organizzazione.

Siamo fortemente convinti che AUMENTANDO LA CONSAPEVOLEZZA durante gli incontri formativi il trend infortunistico diminuirà!!

Il D.Lgs. 81/2008, oltre all'accordo stato regioni 2012, sono le norme di riferimento per la sicurezza, e stabiliscono anche le fasi della formazione. 

…Queste soltanto alcune “pillole” del safety coaching trattate nel libro MORIRE DI LAVORO e COMPORTAMENTI SICURI in uscita a fine Dicembre, autori Stefano Scanavino e Martina Mastrantuono.

Se sei interessato ad avere informazioni in merito all’uscita del libro, iscriviti qui alla nostra newsletter.

Scanavino e Oggero Consulenze srl: facciamo sicurezza sul lavoro in Piemonte dal 1965




SICUREZZA SCANAVINO / News / COME DIMINUIRE GLI INFORTUNI, NELLA TUA AZIENDA, IN TRE SEMPLICI MOSSE

COME DIMINUIRE GLI INFORTUNI, NELLA TUA AZIENDA, IN TRE SEMPLICI MOSSE


COME DIMINUIRE GLI INFORTUNI, NELLA TUA AZIENDA, IN TRE SEMPLICI MOSSE

Il nostro segreto per un'efficace formazione alla sicurezza



Ormai è un dato di fatto: la maggior parte degli infortuni sul lavoro è causato da carenza formativa sulla sicurezza dei lavoratori. È proprio l’INAIL a pubblicare periodicamente questo dato che, negli ultimi anni, ha evidenziato un trend tutt’altro che positivo.

Il nostro articolo precedente (decennale dall’incidente della Thyssenkrupp di Torino), evidenziava, infatti, la scarsa evoluzione della consapevolezza sulla sicurezza sul lavoro in Italia in quest’ultima decade.

Oggi invece vogliamo scrivervi dell’importanza della FORMAZIONE SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO.

Che impressione hanno della stessa gli imprenditori?

Cosa occorre attuare per migliorare e rendere più efficace la formazione?

Quotidianamente siamo impegnati nell’attività di consulenza presso le nostre aziende clienti ed ogni giorno ci impegniamo in prima persona nel far capire agli stessi l’importanza della formazione.

Non c’è bisogno di dirvi che l’aspetto più difficile dell’attività formativa è quello di cambiare la consapevolezza delle persone, distruggendo i falsi miti/luoghi comuni sulla sicurezza sul lavoro.

Provate voi a spiegare al muratore di 60 anni che deve utilizzare l’imbragatura per operare in altezza, dapprima sconosciuta!

Spiegateglielo voi che arrampicarsi come una scimmia su qualsiasi struttura vuol dire GIOCARE CON LA MORTE e che le tecnologie devono essere utilizzate per SALVARCI LA VITA in certe situazioni!

Certo, alla fine non è neanche colpa sua, lavora in questo modo da 30 anni e PURTROPPO (e/o per FORTUNA) non gli è mai successo nulla.

In qualsiasi azienda si svolga la formazione, che sia un ambiente industriale o artigianale, dobbiamo tenere presente che ogni lavoratore mostra delle RESISTENZE di fronte al CAMBIAMENTO. Questo è inevitabile.

Il cambiamento spaventa TUTTI. Ci pone di fronte a scelte e circostanze sconosciute che ci portano a mettere in dubbio, per la prima volta, il nostro atteggiamento.

Si preferisce rimanere nella propria zona di confort, sbagliata o giusta che sia, attuando le stesse azioni e comportamenti, in quanto l’uomo è da sempre “un animale routinario”

Per il muratore è più comodo arrampicarsi su qualsiasi cosa che gli si presenti davanti piuttosto che utilizzare un mezzo di sollevamento appropriato “NUOVO”.

Oltre alle resistenze che ogni lavoratore ha nell’apprendere un metodo più sicuro di lavorare, dobbiamo tenere conto anche della “comunità” chiamata in termini comunicativi CONTESTO, inteso come: gruppo dei pari, squadra di lavoro, officina e azienda in cui egli fa parte.

Durante i corsi di formazione è facilmente percepibile infatti quanto il gruppo possa influire sulle azioni e sul modo di comportarsi del singolo.  E’ più facile adeguarsi ad un pensiero comune che passare da disadeguante.

 

 

Immaginate un corso di formazione sulla sicurezza in una piccola impresa edile. Tutti i partecipanti al corso corrispondono al profilo del muratore precedentemente spiegato.  AIUTO!

Tutti tranne uno….un giovane apprendista che lavora in azienda da poco tempo e dal punto di vista lavorativo risulta ancora acerbo.

Secondo voi che probabilità ci sarà che lo stesso sia influenzato dai comportamenti INSICURI dei suoi colleghi?

Ve lo sottoscriviamo noi …. Quel giovane fanciullo Imparerà a lavorare con meccanismi che inevitabilmente lo metteranno in pericolo. È un dato di fatto. Pur di farsi accettare da quel gruppo dei pari, dovrà uniformarsi a quel determinato COMPORTAMENTO, il più delle volte SBAGLIATO.

DOBBIAMO CAMBIARE ROTTA. DOBBIAMO DARE UNA SVOLTA…tutti insieme!!!!

L’OBIETTIVO DELLA FORMAZIONE SULLA SICUREZZA SUL LAVORO E’ QUELLO DI ENTRARE NELLA TESTA DEI LAVORATORI e DEL GRUPPO. CAMBIARE IL LORO APPROCCIO AL LAVORO, LAVORARE SUI LORO COMPORTAMENTI, SULLA LORO CONSAPEVOLEZZA!

Si, ma come fare ad ottenere una diminuzione degli infortuni con la sola attività formativa?

PER VOI TRE SEMPLICI MOSSE:

1) DOCENTI: Toglietevi dalla testa di essere semplici “Lettori di slides”, o vi troverete i pneumatici della macchina bucati.

A parte gli scherzi, i partecipanti al corso si annoieranno dopo 5 secondi dall’inizio, rendendo completamente inefficace la formazione

Dovete catturare la loro attenzione rendendoli PARTECIPI e PROATTIVI alla lezione.

La prima cosa da fare è: creare rapport! Fateli presentare, Fateli parlare, e cercate di ricordarvelo successivamente. È sinonimo di rispetto, cordialità e umiltà, doti non sempre ritrovabili in società di consulenza a noi concorrenti.

Chiedete loro che mansione ricoprono in azienda e da quanto la svolgono, vi farà capire quanta esperienza hanno alle loro spalle e poi, per la legge della reciprocità di Cialdini, imparerete qualcosa anche voi dai loro racconti.

Domandate se hanno avuto infortuni in passato, lo scopo della prima fase, infatti, è quello di entrare nelle loro menti e SBLOCCARE i loro modi di agire davanti ai pericoli.

I lavoratori si comportano in funzione delle loro esperienze, positive e negative.

L’esperienza non si può modificare, ciò che bisogna cambiare è il modo in cui i lavoratori razionalizzano un certo evento, come l’infortunio/o il quasi incidente.

Spesso si attribuisce la colpa alla sfortuna o al destino. CAZZATA!

La causa di un infortunio NON E’ MAI LEGATA ALLA SFORTUNA O AD EVENTI MISTICI.

 
 

2) Promuovete un comportamento più adeguato in base ai rischi presenti in azienda.

Fatevi raccontare COME svolgono la loro mansione e il PROCESSO PRODUTTIVO che compiono durante la loro giornata lavorativa. Quali attrezzature utilizzano? Quali errori possono essere i più comuni? A quali rischi sono esposti?

Ogni lavoratore ha una sua percezione del rischio, è fondamentale capire quale sia il loro punto di vista.

Chiaramente è una visione SOGGETTIVA. Infatti il più delle volte è incompleta e manca la visione OGGETTIVA.

In questa fase potete capire inoltre se hanno chiaro il concetto di PROTEZIONE e quali DPI devono utilizzare durante lo svolgimento della mansione.

 
 

3) Nella terza fase avete davanti a voi una persona completamente nuda, spoglia di tutte le sue precedenti credenze, pregiudizi e conoscenze.

È proprio in questo momento che dovete creare delle CERTEZZE a livello di sicurezza. Pochi concetti ma semplici ed efficaci.

Un grosso lavoro lo svolgerà la direzione dell’azienda, ed I PREPOSTI incaricati alla supervisione dei lavoratori. Con una buona COMUNICAZIONE e COSTANZA nell’osservazione dei lavoratori si riesce a CONTROLLARE ed ELIMINARE I COMPORTAMENTI SCORRETTI.

 

La terza fase che è la più importante, come potrete capire, è molto lunga, complessa e soprattutto CONTINUATIVA.

La FORMAZIONE E L’ADDESTRAMENTO sono compiti che spettano a tutti, dai vertici aziendali ai lavoratori stessi.

La FORMAZIONE è sinonimo di EDUCAZIONE. Risulta necessario infatti EDUCARE NEL TEMPO l’intera organizzazione.

Siamo fortemente convinti che AUMENTANDO LA CONSAPEVOLEZZA durante gli incontri formativi il trend infortunistico diminuirà!!

Il D.Lgs. 81/2008, oltre all'accordo stato regioni 2012, sono le norme di riferimento per la sicurezza, e stabiliscono anche le fasi della formazione. 

…Queste soltanto alcune “pillole” del safety coaching trattate nel libro MORIRE DI LAVORO e COMPORTAMENTI SICURI in uscita a fine Dicembre, autori Stefano Scanavino e Martina Mastrantuono.

Se sei interessato ad avere informazioni in merito all’uscita del libro, iscriviti qui alla nostra newsletter.

Scanavino e Oggero Consulenze srl: facciamo sicurezza sul lavoro in Piemonte dal 1965