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SICUREZZA SCANAVINO / News / LA VITA NON SI MISURA DAL NUMERO DI RESPIRI CHE FATE, MA DAI MOMENTI CHE VI TOLGONO IL RESPIRO

LA VITA NON SI MISURA DAL NUMERO DI RESPIRI CHE FATE, MA DAI MOMENTI CHE VI TOLGONO IL RESPIRO


LA VITA NON SI MISURA DAL NUMERO DI RESPIRI CHE FATE, MA DAI MOMENTI CHE VI TOLGONO IL RESPIRO Cosa c'entra questo bell'aforisma con la sicurezza sul lavoro?


C’entra c’entra…

Pensate a quel povero lavoratore di Moncalieri, che ieri mattina, nell’azienda specializzata per i trattamenti della zincatura dove prestava la sua attività lavorativa, ha vissuto quegli istanti in cui il suo respiro si è fermato… ed in questo momento R.P sta lottando tra la vita e la morte, in una sterile sala di rianimazione per tornare a rivivere istanti che metaforicamente “gli tolgano il respiro” , emozioni e sensazioni che lo facciano respirare di nuovo a pieni polmoni.

Pensate a quella famiglia (una moglie e due figli) che spera di “emettere un respiro di sollievo” sentendosi dire dai medici: Il vostro caro è fuori pericolo!!!

Quanti modi di leggere la parola respiro….

Ma Cos’è un respiro? Nella nostra vita è TUTTO.

E’ un’azione involontaria, che ci permette di vivere, di ossigenarci mente e anima, ci fa sentire vivi e ci permette di provare emozioni. Ma in un attimo…tutto può sfumare via.

E’ il caso del nostro sfortunato protagonista R.P. che questa mattina, in una calda giornata primaverile, non poteva immaginare ciò che gli stava per accadere. Non poteva immaginare l’importanza di quell’attimo, di quel respiro.

R.P. voleva semplicemente pulire la cisterna per la zincatura, profonda 2 metri, pensando ci fosse semplice acqua ed invece all’interno vi era acido cloridrico, così… in pochi istanti la tragedia.

Ma non è finita qui…Il titolare senza pensarci si “getta” all’interno della cisterna per soccorrerlo e salvarlo, e così alla tragedia si aggiunge la tragedia… entrambi intossicati, entrambi “avvelenati”, un DOPPIO INCIDENTE SUL LAVORO!

Al CTO, la moglie del nostro malcapitato dice a gran voce:

“Mio marito è altamente specializzato , svolge questo lavoro da quindici anni anche per altre aziende. Non avrebbe mai commesso un’imprudenza…”

Ecco… purtroppo questi incidenti capitano proprio quando si è troppo sicuri, certi di essere capaci di conoscere ogni situazione.

Noi di SCANAVINO & OGGERO CONSULENZE siamo vicini alla famiglia di R.P ( a detta della Stampa anche suo figlio di 23 anni , presente sul luogo di lavoro, sta lottando per riprendere a respirare al CTO di Torino..), e vogliamo comunque ricordare a tutti i nostri follower come si lavora in sicurezza in uno spazio confinato o potenzialmente pericoloso:

·       Presenza di 2 lavoratori, idonei alla mansione ed adeguatamente formati per l’attività nello spazio pericoloso.
Tra questi vi deve essere una 
comunicazione costante, ed uno dei due deve rimanere nei pressi dello spazio confinato al fine di portare in salvo il collega in caso di emergenza;

·       presenza dell’ “analisi di rischio ingresso in ambiente confinato”;

·       presenza della “procedura operativa”;

·       presenza della “procedura di emergenza”;

·       avvenuta bonifica, se necessaria;

·       idoneità e funzionamento della strumentazione di monitoraggio e delle attrezzature di lavoro, idoneità di temperatura e umidità;

·       utilizzo appropriato di DPI ed eventuale fit-test;

·       presenza di dispositivi previsti in procedura (es. cavalletto cevedale per eventuale recupero del personale, ventilazione forzata, ecc.”). 

 Seguici su www.sicurezzascanavino.it e scarica la nostra guida gratuita su come lavorare in sicurezza in ambienti confinati.

 “Fai un respiro profondo. E’ una brutta giornata, non una brutta vita”.

IL TEAM DI SICUREZZA SCANAVINO E OGGERO srl

Scanavino e Oggero Consulenze srl: facciamo sicurezza sul lavoro in Piemonte dal 1965




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LA VITA NON SI MISURA DAL NUMERO DI RESPIRI CHE FATE, MA DAI MOMENTI CHE VI TOLGONO IL RESPIRO

Cosa c'entra questo bell'aforisma con la sicurezza sul lavoro?

C’entra c’entra…

Pensate a quel povero lavoratore di Moncalieri, che ieri mattina, nell’azienda specializzata per i trattamenti della zincatura dove prestava la sua attività lavorativa, ha vissuto quegli istanti in cui il suo respiro si è fermato… ed in questo momento R.P sta lottando tra la vita e la morte, in una sterile sala di rianimazione per tornare a rivivere istanti che metaforicamente “gli tolgano il respiro” , emozioni e sensazioni che lo facciano respirare di nuovo a pieni polmoni.

Pensate a quella famiglia (una moglie e due figli) che spera di “emettere un respiro di sollievo” sentendosi dire dai medici: Il vostro caro è fuori pericolo!!!

Quanti modi di leggere la parola respiro….

Ma Cos’è un respiro? Nella nostra vita è TUTTO.

E’ un’azione involontaria, che ci permette di vivere, di ossigenarci mente e anima, ci fa sentire vivi e ci permette di provare emozioni. Ma in un attimo…tutto può sfumare via.

E’ il caso del nostro sfortunato protagonista R.P. che questa mattina, in una calda giornata primaverile, non poteva immaginare ciò che gli stava per accadere. Non poteva immaginare l’importanza di quell’attimo, di quel respiro.

R.P. voleva semplicemente pulire la cisterna per la zincatura, profonda 2 metri, pensando ci fosse semplice acqua ed invece all’interno vi era acido cloridrico, così… in pochi istanti la tragedia.

Ma non è finita qui…Il titolare senza pensarci si “getta” all’interno della cisterna per soccorrerlo e salvarlo, e così alla tragedia si aggiunge la tragedia… entrambi intossicati, entrambi “avvelenati”, un DOPPIO INCIDENTE SUL LAVORO!

Al CTO, la moglie del nostro malcapitato dice a gran voce:

“Mio marito è altamente specializzato , svolge questo lavoro da quindici anni anche per altre aziende. Non avrebbe mai commesso un’imprudenza…”

Ecco… purtroppo questi incidenti capitano proprio quando si è troppo sicuri, certi di essere capaci di conoscere ogni situazione.

Noi di SCANAVINO & OGGERO CONSULENZE siamo vicini alla famiglia di R.P ( a detta della Stampa anche suo figlio di 23 anni , presente sul luogo di lavoro, sta lottando per riprendere a respirare al CTO di Torino..), e vogliamo comunque ricordare a tutti i nostri follower come si lavora in sicurezza in uno spazio confinato o potenzialmente pericoloso:

·       Presenza di 2 lavoratori, idonei alla mansione ed adeguatamente formati per l’attività nello spazio pericoloso.
Tra questi vi deve essere una 
comunicazione costante, ed uno dei due deve rimanere nei pressi dello spazio confinato al fine di portare in salvo il collega in caso di emergenza;

·       presenza dell’ “analisi di rischio ingresso in ambiente confinato”;

·       presenza della “procedura operativa”;

·       presenza della “procedura di emergenza”;

·       avvenuta bonifica, se necessaria;

·       idoneità e funzionamento della strumentazione di monitoraggio e delle attrezzature di lavoro, idoneità di temperatura e umidità;

·       utilizzo appropriato di DPI ed eventuale fit-test;

·       presenza di dispositivi previsti in procedura (es. cavalletto cevedale per eventuale recupero del personale, ventilazione forzata, ecc.”). 

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 “Fai un respiro profondo. E’ una brutta giornata, non una brutta vita”.

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