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SICUREZZA SCANAVINO / News / IL LAVORO E’ TRE VOLTE PIU’ PERICOLOSO DELLA GUERRA!!!

IL LAVORO E’ TRE VOLTE PIU’ PERICOLOSO DELLA GUERRA!!!


IL LAVORO E’ TRE VOLTE PIU’ PERICOLOSO DELLA GUERRA!!!

[fonte: “Il libro dell’ignoranza” di John Lloyd e John Mitchinson]




Il lavoro è un CECCHINO molto più preparato nell’uccidere rispetto all’ alcol, la droga o la guerra.

Ogni anno muoiono circa 2 milioni di persone per incidenti e malattie correlate all’attività lavorativa in confronto alle “sole” 650 mila che vengono uccise nei conflitti bellicosi.

Secondo l’Ufficio statistiche del Ministero del lavoro statunitense, nel 2000 sono decedute ben 5.915 persone incluse coloro impiegate in ufficio , colte da malore cardiaco in orario di lavoro.
Ad oggi, notizia recentissima dei telegiornali Italiani, i morti sul lavoro sono in nettissimo aumento.

Per la prima volta negli ultimi 25 anni gli infortuni in Italia sono aumentati del 1,3 % e le morti bianche del 5,2 % nei soli primi 7 mesi del 2017.

Purtroppo, i progressi fatti nella messa in sicurezza di macchine ed impianti hanno subito, pertanto una battuta di arresto, forse dovuta alla crisi sul lavoro.

Sono stati 380 mila gli incidenti denuncianti nei primi 7 mesi di questo 2017 NERO, 5000 in più rispetto a tutto il 2016.

Ad oggi, 591 vittime, che corrispondono a quasi 3 morti sul lavoro medi al giorno.

Tutto questo è trattato nel nostro libro PER NON MORIRE DI LAVORO, un viaggio all’interno delle mancate consapevolezze aziendali che portano queste persone a diventare parte di una statistica tragica.

Nel Mondo, i settori che presentano più morti nel lavoro sono in ordine:
• Agricoltura;
• industria estrattiva;
• Costruzioni.

Proprio così, I tagliaboschi sono risultati i lavoratori più a rischio, con 122 vittime su 100.000 addetti al settore
[FONTE INABILITA’ PERMANENTI PER SETTORE - INAIL].

Gli operai edili e metallurgici e gli addetti a estrazione e trivellazione risultato essere in questa classifica degli orrori rispettivamente al quarto ed al quinto posto, sebbene il tasso di mortalità sia del 50% in meno rispetto a quello dei tagliaboschi

Si continua a Morire di lavoro…
Si continua ad aggiungere povere vittime a questa STATISTICA MALEDETTA, e purtroppo continuiamo a non documentaci, a non voler cambiare la NOSTRA mentalità , a non dedicare qualche ora ad un libro che può salvarci la vita… IL NOSTRO!

Per non morire di lavoro di Stefano Scanavino & Martina
Mastrantuono, un viaggio mentale che può SALVARE LA TUA VITA E QUELLA DI COLORO CHE TI GRAVITANO ATTORNO.

Acquistalo qui:

https://www.amazon.it/…/B01MR564K1%3FSubscriptionId%3DAKIAI…

Stay tuned!



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Il lavoro è un CECCHINO molto più preparato nell’uccidere rispetto all’ alcol, la droga o la guerra.

Ogni anno muoiono circa 2 milioni di persone per incidenti e malattie correlate all’attività lavorativa in confronto alle “sole” 650 mila che vengono uccise nei conflitti bellicosi.

Secondo l’Ufficio statistiche del Ministero del lavoro statunitense, nel 2000 sono decedute ben 5.915 persone incluse coloro impiegate in ufficio , colte da malore cardiaco in orario di lavoro.
Ad oggi, notizia recentissima dei telegiornali Italiani, i morti sul lavoro sono in nettissimo aumento.

Per la prima volta negli ultimi 25 anni gli infortuni in Italia sono aumentati del 1,3 % e le morti bianche del 5,2 % nei soli primi 7 mesi del 2017.

Purtroppo, i progressi fatti nella messa in sicurezza di macchine ed impianti hanno subito, pertanto una battuta di arresto, forse dovuta alla crisi sul lavoro.

Sono stati 380 mila gli incidenti denuncianti nei primi 7 mesi di questo 2017 NERO, 5000 in più rispetto a tutto il 2016.

Ad oggi, 591 vittime, che corrispondono a quasi 3 morti sul lavoro medi al giorno.

Tutto questo è trattato nel nostro libro PER NON MORIRE DI LAVORO, un viaggio all’interno delle mancate consapevolezze aziendali che portano queste persone a diventare parte di una statistica tragica.

Nel Mondo, i settori che presentano più morti nel lavoro sono in ordine:
• Agricoltura;
• industria estrattiva;
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Proprio così, I tagliaboschi sono risultati i lavoratori più a rischio, con 122 vittime su 100.000 addetti al settore
[FONTE INABILITA’ PERMANENTI PER SETTORE - INAIL].

Gli operai edili e metallurgici e gli addetti a estrazione e trivellazione risultato essere in questa classifica degli orrori rispettivamente al quarto ed al quinto posto, sebbene il tasso di mortalità sia del 50% in meno rispetto a quello dei tagliaboschi

Si continua a Morire di lavoro…
Si continua ad aggiungere povere vittime a questa STATISTICA MALEDETTA, e purtroppo continuiamo a non documentaci, a non voler cambiare la NOSTRA mentalità , a non dedicare qualche ora ad un libro che può salvarci la vita… IL NOSTRO!

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