SICUREZZA SCANAVINO / News / Covid-19: il ruolo del Medico Competente nella Fase 2

Covid-19: il ruolo del Medico Competente nella Fase 2


Covid-19: il ruolo del Medico Competente nella Fase 2 Il Ministero della Salute con la Circolare del 29 aprile 2020 , riconosce l’importanza del medico competente nella fase 2.
Nel documento, infatti, si afferma che “se il ruolo del medico competente risulta di primo piano nella tutela della salute e sicurezza sul lavoro nell’ordinarietà dello svolgimento delle attività lavorative, esso si amplifica nell’attuale momento di emergenza pandemica, periodo durante il quale egli va a confermare il proprio ruolo di consulente globale del datore di lavoro”.



La Circolare, inoltre, richiama esplicitamente i recenti Protocolli sugli ambienti di lavoro – siglati da Governo, sindacati e associazioni datoriali il 14 marzo 2020 e il 24 aprile 2020 (quest’ultimo inserito nel Dpcm 26 aprile 2020) – e il “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” redatto dall’Inail e approvato dal Comitato Tecnico Scientifico (Cts) istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile.

Per il Ministero della Salute è opportuno che il medico competente supporti il datore di lavoro nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione già richiamate dai sopracitati Protocolli, considerando che – ai sensi dell’articolo 25 del D.Lgs. 81/08 – ha l’obbligo di collaborare con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi e alla predisposizione dell’attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica di lavoratori e lavoratrici.

 

Il supporto del MC al Datore di Lavoro riguarda:

  • attuazione delle misure di prevenzione e protezione in linea con i Protocollo in vigore

  • contestualizzazione di tali misure alle differenti tipologie di attività produttive e alle singole realtà aziendali in cui si opera
     
  • collaborazione all’informazione/formazione di lavoratori e lavoratrici sul rischio di contagio da SARS-CoV-2 e sulle precauzioni messe in atto dall’azienda 

  • l’aggiornamento nel tempo il datore di lavoro, ad esempio, in riferimento a strumenti informativi e comunicativi predisposti dalle principali fonti istituzionali di riferimento

  • il supporto nella valutazione del rischio, “sarà necessario adottare una serie di azioni che andranno a integrare il Dvr, atte a prevenire il rischio di infezione da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro, contribuendo altresì alla prevenzione della diffusione dell’epidemia”

  • misure organizzative e logistiche da mettere in atto, anche per il lavoro a distanza per  evitare l’isolamento sociale, a garanzia di un complessivo benessere psico-fisico”.
 Per migliorare l’efficacia delle misure, si sottolinea l’importanza di una collaborazione attiva e integrata del medico competente con il datore di lavoro e con i Rls e RlsT.


 Infografica Il ruolo del Medico Competente nella fase 2

Scarica infografica ruolo medico competente fase 2
 

Sorveglianza sanitaria e visite mediche

Devono inoltre essere garantite le varie tipologie di visite mediche, previste dall’articolo 41 (“Sorveglianza sanitaria”) del D.Lgs. 81/2008, che vanno programmate per evitare assembramenti e svolte possibilmente in un’infermeria aziendale, oppure in un ambiente idoneo di congrua metratura, con adeguato ricambio d’aria, che consenta il rispetto dei limiti del distanziamento sociale e un’adeguata igiene delle mani. 

La sorveglianza sanitaria infatti – chiarisce la nota del Ministero – “non può prescindere dal contatto diretto tra lavoratore e medico competente e, pertanto, allo stato, non può realizzarsi attraverso visite mediche a distanza”. Particolare attenzione va data ai soggetti fragili, anche in relazione all’età (maggiore di 55 anni).

Tra le attività ricomprese nella sorveglianza sanitaria dovranno essere privilegiate le visite che possano rivestire carattere di urgenza e di indifferibilità quali:

  • la visita medica preventiva, anche in fase pre-assuntiva;
  • la visita medica su richiesta del lavoratore;
  • la visita medica in occasione del cambio di mansione;
  • la visita medica precedente alla ripresa del lavoro dopo assenza per malattia superiore a 60 giorni continuativi.

Soggetti fragili

“alla ripresa delle attività, è opportuno che sia coinvolto il medico competente per le identificazioni dei soggetti con particolari situazioni di fragilità e per il reinserimento lavorativo di soggetti con pregressa infezione da COVID 19. È raccomandabile che la sorveglianza sanitaria ponga particolare attenzione ai soggetti fragili anche in relazione all’età”


Test

Così come previsto dal Protocollo, il medico competente potrà suggerire l’adozione di eventuali mezzi diagnostici, qualora ritenuti utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute di lavoratori e lavoratrici. I test sierologici, secondo le indicazioni dell’Oms, non possono però sostituire il test diagnostico molecolare su tampone: possono tuttavia fornire dati epidemiologici riguardo la circolazione virale nella popolazione, anche lavorativa.

Rientro al lavoro soggetti guariti da Covid-19

Per quanto riguarda il rientro al lavoro, si ricorda che il lavoratore o la lavoratrice deve dare comunicazione – direttamente al datore di lavoro, oppure tramite il medico competente – della variazione del proprio stato di salute legato all’infezione da SARS-CoV-2 ,quale contatto con caso sospetto, inizio quarantena o isolamento domiciliare fiduciario, riscontro di positività al tampone.

Per quanto riguarda il reintegro di lavoratori e lavoratrici affetti da Covid-19, e per i quali è stato necessario un ricovero ospedaliero, previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione secondo le modalità previste rilasciata dal Dipartimento di prevenzione territoriale di competenza, il medico competente effettua la visita medica prevista dall’art. 41, c. 2 lett. e-ter del D.Lgs. 81/08 e s.m.i (quella precedente alla ripresa del lavoro a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi), al fine di verificare l’idoneità alla mansione – anche per valutare profili specifici di rischiosità – indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.

Questo perché – spiega la Circolare – la letteratura scientifica evidenzia che coloro che si sono ammalati e hanno manifestato una polmonite o un’infezione respiratoria acuta grave potrebbero presentare una ridotta capacità polmonare a seguito della malattia (anche fino al 20-30% della funzione polmonare) con possibile necessità di sottoporsi a cicli di fisioterapia respiratoria.




La Circolare fornisce inoltre dati sulla presenza di sorveglianza sanitaria del medico competente nelle aziende, suddivise per settori Ateco (tabella 3), e sulla distribuzione per tipologia di rischio dei lavoratori (tabella 2).

Al 20 aprile 2020, sono 7.416 i medici competenti iscritti nell’elenco presso il Ministero della Salute previsto dal punto 4 dall’articolo 38 del Testo Unico 81/2008 e s.m.i. (tabella 1 della Circolare).

Un’ultima annotazione è dedicata a evitare lo stigma e la discriminazione nei confronti di lavoratori e lavoratrici che hanno sofferto di Covid-19 e rientrano nell’ambiente di lavoro.



corso protocollo anti covid 

 Vuoi sapere di più sulle indicazioni del nuovo protocollo anti covid-19? 

Iscriviti al nostro corso online COVID FASE 2 : Regole riapertura 



Se non hai ancora redatto il Protocollo di sicurezza della tua azienda e aggiornato il DVR, il nostro team è a tua disposizione! 


contatta per info su aggiornamento dvr