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Periodicità delle verifiche degli impianti di messa a terra e scariche atmosferiche


Periodicità delle verifiche degli impianti di messa a terra e scariche atmosferiche

Il DPR 462/01 richiede di adottare specifiche procedure per impianti di messa a terra e dispositivi di sicurezza contro scariche atmosferiche.



Cosa sono gli impianti di messa a terra e scariche atmosferiche

L'impianto di protezione scariche atmosferiche è un impianto progettato ed installato secondo precise normative il cui scopo è quello di diminuire la probabilità di fulminazione di una struttura. 

L'impianto di terra è la parte dell'impianto elettrico che si occupa di evitare che una persona possa rimanere folgorata a causa di un guasto dell'impianto.
 

Valutare la necessità della realizzazione dell’impianto di protezione dai fulmini

Trattandosi di una valutazione di rischio, come prescritto nel D.Lgs 626/94, spetta al datore di lavoro che l’affiderà a sua volta a un tecnico di adeguata competenza.
 

Le verifiche e normativa di riferimento

Si indica che la verifica dell’impianto di messa a terra “consiste nell’accertamento della conformità alle norme tecniche applicabili e comprende le seguenti attività: esame della documentazione; esame a vista dei luoghi e degli impianti; effettuazione di prove e misure; redazione del verbale di verifica; comunicazione all’organo di vigilanza”.

In particolare la verifica dell’impianto di messa a terra “va effettuata prendendo come riferimento le norme CEI 64-8, CEI 99-2, CEI 99-3 e la Guida CEI-ISPESL 64-14 ‘Guida alla verifica degli impianti elettrici utilizzatori’”.

La verifica dell’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche che consiste “nell’accertamento della conformità alle norme tecniche applicabili e comprende le seguenti attività: esame della documentazione; esame a vista dei luoghi e degli impianti; effettuazione di prove e misure; redazione del verbale di verifica; comunicazione all’organo di vigilanza”.

In particolare le verifiche degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche “vengono effettuate facendo riferimento alle norme CEI 81-10 e alla relativa Guida CEI 81-2”.


Periodicità delle verifiche

Gli impianti di messa a terra e scariche atmosferiche devono essere normalmente verificati ogni 5 anni a eccezione di quelli installati nei cantieri, locali a uso medico e ambienti a maggior rischio in caso di incendio per i quali è richiesta una verifica biennale.
 
Attenzione!
 
Sono assimilabili ad ambienti a uso medico, e quindi richiedono una verifica biennale i seguenti casi: 
  • studio medico che non utilizza apparecchi elettromedicali;
  • locali a uso estetico;
  • locali dove si svolge attività di parrucchiere e si usano apparecchi ad uso estetico;
  • ambulatorio veterinario;
  • palestra, nel caso in cui si svolgano anche attività di riabilitazione fisico-motoria, massaggi e/o trattamenti con apparecchiature a uso estetico.
La valutazione degli ambienti a maggior rischio in caso di incendio viene effettuata in base ai parametri riportati nella norma CEI 64-8/7, nella maggior parte dei casi si identificano con le attività sottoposte al controllo dei VV.F. elencate nell’allegato A del Dpr 151/11 anche se non esiste una corrispondenza biunivoca.
 
 

Chi deve svolgere le verifiche 

Le verifiche periodiche previste dal DRP 462/01 sono di esclusiva competenza degli Organismi Abilitati e ASL/ARPA.
 
Il datore di lavoro non può far fare le verifiche periodiche degli impianti alla ditta installatrice degli stessi, né ad altri professionisti non appartenenti all'Organismo Abilitato. 
 
In particolari i soggetti che si occupano delle verifiche sono:  
 
L’ISPESL effettua le verifiche a campione sugli impianti di terra e scariche atmosferiche di nuova installazione.

L’ASL/ARPA effettua l’omologazione degli impianti elettrici con pericolo di esplosione.

Le verifiche periodiche degli impianti di terra, scariche atmosferiche e impianti elettrici con pericolo di esplosione possono essere effettuate sia dagli Organismi Abilitati che dalle ASL/ARPA

 

Obblighi datore di lavoro riguardo alla verifica

Il datore di lavoro deve mettere a disposizione del verificatore tutta la documentazione tecnica necessaria per la verifica e il personale preposto per essa.

Per poter procedere alla verifica degli impianti di terra negli impianti con obbligo di progetto, si ritengono essenziali almeno le seguenti documentazioni con i relativi dati tecnici (tratte dalla tab. A-1 della Guida CEI C02):

– Relazione tecnica-specialistica:
• Dati del sistema elettrico, tipo di alimentazione, ecc..
• Criteri di dimensionamento dell’impianto di terra
• Misure di protezione contro i contatti diretti e indiretti
• Scelta del tipo di impianti e componenti in relazione ai parametri elettrici e condizioni ambientali

– Elaborati grafici:
• Schemi di sistema (per gli impianti elettrici)
• Schemi elettrici (quadri elettrici MT e BT principali e secondari)
• Schemi planimetrici (impianto di terra, ubicazione dei quadri elettrici principali e destinazione d’uso locali)

– Tabelle e diagrammi di coordinamento delle protezioni (per la protezione dai guasti a terra):
• Tipi di dispositivi di protezione
• Curve di intervento
Ulteriori documentazioni potrebbero essere necessari per impianti complessi.

Per poter procedere alla verifica degli impianti di terra negli impianti senza obbligo di progetto, si ritengono essenziali almeno le seguenti documentazioni con i relativi dati tecnici:

– Elaborati grafici:
• Schemi dell’impianto elettrico
• schemi elettici (quadri elettrici BT principali e secondari)
• schemi planimetrici (impianto di terra, ubicazione dei quadri elettrici principali e destinazione d’uso locali)

 
Per la verifica degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, si ritengono necessarie le documentazioni previste dalla norma CEI 81-1 e CEI 81-4. In particolare esse consistono in:
• Valutazione del rischio dovuto al fulmine
• Progetto esecutivo dell’ LPS esterno e interno


 
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